Faccia a faccia con gli artisti della VR: intervista a Gerda Leopold

Regista e produttrice di Ballavita, Gerda Leopold ci accompagna in un viaggio attraverso le sue opere e il suo amore per la virtual reality.

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Siete mai stati alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia? O a visitare la sezione Orizzonti? Accade spesso che dopo aver visto uno dei film in concorso, vi ritroviate in una sessione di Q&A in cui regista, produttori o attori rispondono alle domande dell’audience e spiegano il processo creativo che ha accompagnato la nascita della pellicola.

Un’operazione che trovo personalmente molto utile non solamente per comprendere meglio film che non mi sono risultati molto… chiari (come Rigor Mortis), ma anche per apprezzare ulteriormente quelli che invece ho amato e vorrei approfondire in qualche modo (Charie Says, ad esempio).

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A moment from the Q&A of Charlie Says, directed by Mary Harron, Venezia75

Parlare con coloro che hanno dato vita ad un’esperienza artistica o narrativa è sempre un modo per aggiungere ad essa quel qualcosa in più: più profondità, un ricordo, una storia; alle volte, addirittura un’anima.

Proprio per questo, quando il River College VR ha annunciato fra i suoi panelist Gerda Leopold, ne sono stata entusiasta: regista, produttrice, scrittrice, Gerda ha presentato il suo primo lavoro in VR a Venezia75, nella sezione VeniceVR, attirando l’interesse del pubblico al Lazzaretto Vecchio (dove la sezione si svolge).

Ballavita è un film in VR stereoscopica che connette i sogni alla realtà e offre all’audience una fantasia romantica attraverso una danza e una musica che catturano e affascinano.

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Una scena da Ballavita (Gerda Leopold) della Amilux Films

Ho avuto la possibilità di confrontarmi con Gerda Leopold durante le giornate studio del River College VR ed è stato entusiasmante ascoltarla parlare di VR e dei mondi che puoi creare tramite questo strumento. Per questo, qualche settimana più tardi, le ho chiesto di condividere un po’ di questo entusiasmo in un’intervista e lei ha accettato con piacere di farlo.

Una nuova idea di cinema

In che modo la virtual reality è entrata a far parte della tua vita?

Ogni volta che vedevo un film, la sensazione che provavo era un forte desiderio di ampliare lo schermo. E quando vedevo qualcuno, dall’esterno, fare qualcosa, come ad esempio un tuffo in acqua, mi sentivo tagliata fuori. Volevo che tutti avessimo la possibilità di saltare, e non solamente che si dovessero limitare a guardare qualcuno che lo faceva. Insomma, l’idea era: facciamolo tutti e sperimentiamo la sensazione che dà fare quel salto!

Hai creato un lavoro interessantissimo in VR: Ballavita è un’esperienza poetica, che è stata molto apprezzata a Venezia e che abbiamo poi avuto la possibilità di sperimentare anche al River College VR. Ci racconti qualcosa di questo film?

Nel 2014 ho fatto un film particolare; non era in VR, ma una sorta di pre-virtual reality. L’idea era quella di filmare La Ronde, un’opera teatrale di Arthur Schnitzler, ma dalla prospettiva soggettiva dei due protagonisti.

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Poster di Carrousel (2016)
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Girando Carrousel (2014)

Per ogni scena c’erano due personaggi principali che indossavano un elmetto con telecamera speciale che era in grado di registrare quanto accadeva tutto attorno a loro. Ogni scena, poi, veniva girata due volte, la prima dal punto di vista della persona A e la seconda dal punto di vista di B.

Abbiamo anche costruito un cinema speciale per questo film, un cinema in cui l’audience era letteralmente circondata dal film, proiettato sui quattro muri e sul soffitto! Il Cinema XR.

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Il Cinema XR

Produrre Carrousel è stato incredibile, perciò abbiamo deciso di fare anche un altro film in questa maniera. Durante la pre-produzione, però, ci siamo resi conto che era meglio girarlo in VR, una scelta che ci garantiva una migliore distribuzione internazionale. Ma abbiamo anche deciso di girarlo in stereo, con persone vere e scenografie animate. Una grossa sfida. Ad esempio, girare la scena della scala ha preso molto tempo, ma credo che ne sia davvero valsa la pena.

La storia nasce dall’idea di due persone che si perdono in una cantina e non riescono a trovarsi. Tutto il resto è stato sviluppato a partire da questa prima ispirazione.

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Dal film in VR Ballavita

Nella VR per il cinema è importante creare una sensazione palpabile, che ti permetta di esperire il film con il tuo corpo. La VR è interessante perchè davvero ti rende consapevole delle cose che ci sono accanto a te.

Gerda Leopold

La tua casa di produzione, la Amilux, è specializzata in VR cinematografica: cosa ne pensi del rapporto fra VR e cinema?

Penso che sia una grande cosa scoprire un nuovo media e le persone non dovrebbero esserne così spaventate. Sostanzialmente, puoi prendere qualunque storia e girarla in VR, ma devi prima capire perchè è necessario optare per la VR. Una scena come quella della scala in Ballavita sarebbe stata letteralmente impossibile da girare in modo tradizionale. Eppure è una scena che è stata fondamentale per me: noi (la telecamera) stiamo seduti al centro della scala, ad osservare la discussione fra Anton e Maria. Quando alla fine lei prende e corre giù per i quattro piani della scala, anche noi scivoliamo giù con lei. In questa discesa comune, riusciamo a percepire il dolore che le ha provocato Anton.

Ci è voluto parecchio tempo per ricreare tutto il setting della scena che si svolge nell’appartamento dell’Uomo Anziano e di Maria. Nella VR per il cinema è importante, infatti, creare una sensazione palpabile, che ti permetta di esperire il film con il tuo corpo. La VR è interessante perchè davvero ti rende consapevole delle cose che ci sono accanto a te.

Per tutti noi che siamo stroytellers in ambito VR, la vita sarebbe un po’ più semplice se si riuscissero a trovare finanziamenti. Una cosa importante che darebbe a molti la voglia di entrare a far parte di questo settore.

In generale, come vivi la comunità di persone che lavorano nella VR, oggi?

E’ divertente far parte di questa comunità, ma i contatti più importanti sono quelli che ti fai con coloro con cui crei una connessione che è veramente personale. Lo scorso giugno ho incontrato alla conferenza della IVRPA a Tokyo Rachel Bracker della 360° Labs di Portland, Oregon. Mi è piaciuto così tanto il suo nuovo progetto “Through Darcelle’s Eyes”, un film in VR sulla più vecchia drag queen al mondo, che ho deciso di diventarne produttore esecutivo.

Un’ultima domanda: stai lavorando ad altri progetti in VR/non in VR? E hai un sogno nel cassetto a riguardo?

Mi vedo come regista di realtà virtuale, ma voglio anche lavorare nel cinema tradizionale. Mi occuperò della co-produzione di un film tedesco per il cinema. E sto sviluppando una versione cinematografica del film a 360° Carrousel! Falk Peplinski, il nostro editor, ha creato a partire dai cinque film una pellicola unica per il grande schermo. Ora stiamo lavorando alla musica e la versione cinematografica di “Carrousel” dovrebbe essere pronta per il prossimo autunno.

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Gerda Leopold

Certo, vorrei addentrarmi di più nel mondo della VR; affrontare l’interattivo, le esperienze in XR dove anche l’Intelligenza Artificiale entra in campo. Sto lavorando ad un progetto che riguarda un pittore che dipingeva persone. Riguarda le sue ultime ore, quando sa che sta per morire e tu, il fruitore dell’installazione, vieni condotto da lui in un viaggio fra i momenti più significativi della sua vita.

Nel corso di questo viaggio ti vengono poste delle domande più e più volte: come avresti reagito, rispetto a come ha reagito lui? Lui è l’Intelligenza Artificiale che raccoglie informazioni su di te, ma essendo un pittore ti dà l’opportunità di ottenere un’immagine di te stesso, di chi sei veramente.


Anche se ho sperimentato varie forme di VR, trovo sempre incredibile scoprire le cose che è possibile creare tramite essa. Il nuovo progetto di Gerda ha il merito di mescolare arte, scienza e una storia complessa e non vedo l’ora che prenda vita. E, chissà, magari anche di sperimentarlo ad una delle prossime Mostre del Cinema.

A Gerda Leopold, un ringraziamento speciale per aver condiviso con noi questa sua esperienza e passione. Per conoscere qualcosa di più sui suoi lavori, potete consultare i link che seguono.

Su Ballavita e Gerda Leopold: